SICUREZZA: IL DATORE DI LAVORO DEVE ADEGUATAMENTE INFORMARE I NEOASSUNTI, PAROLA DI CASSAZIONE!

SICUREZZA: IL DATORE DI LAVORO DEVE ADEGUATAMENTE INFORMARE I NEOASSUNTI, PAROLA DI CASSAZIONE!

Che il datore di lavoro sia garante della sicurezza dei suoi dipendenti è cosa nota e prescritta chiaramente dalla legislazione vigente. I neoassunti in particolare devono essere adeguatamente informati sulle situazioni di rischio e sorvegliati nell’impiego dei dispositivi di sicurezza. A ribadirlo, però, interviene anche la Corte di Cassazione con la sentenza 30437/2017.

Nel caso di specie, il contenzioso si riferisce a fatti occorsi nel 1999, relativamente a una caduta al suolo di un dipendente di un’impresa edile da un’impalcatura sulla quale era salito per verificare la stabilità del ponteggio. Il datore di lavoro era stato condannato dal giudice competente a pagare all’Inail, a titolo di regresso, la somma di 52.272,48 €. A fondamento di questa sentenza, la Corte sosteneva l’obbligo per il datore di lavoro non solo di fornire i dispositivi di sicurezza, ma anche di vigilare sul loro corretto utilizzo.

In sede di ricorso, a giustificazione del proprio operato, l’imprenditore aveva addotto la circostanza di non aver impartito alcuna direttiva al dipendente infortunato, ma di avergli fornito in ogni caso tutti i mezzi di sicurezza. In altre parole, per la difesa l’incidente era stato causato esclusivamente da un comportamento imprevedibile del dipendente, al suo primo giorno di lavoro.

Proprio a ciò si appella però la sentenza 30437 del 19/12/2017 della Cassazione, che ha rigettato l’istanza: l’imprenditore non doveva limitarsi a fornire al dipendente i presidi di protezione ma aveva il preciso obbligo di individuare ogni situazione di rischio presente sul luogo di lavoro, di informare dettagliatamente e tempestivamente il dipendente e di sottoporlo ad opportuna vigilanza, essendo tra l’altro un lavoratore neoassunto al suo primo giorno di lavoro.

Essendosi sottratto a tale onere, il datore di lavoro non può vedere accolto il ricorso ed è stato definitivamente condannato al pagamento della somma stabilita all’Inail, cui si sono aggiunte altre svariate migliaia di euro per le spese processuali e gli oneri accessori.